Il tesoro nel campo

Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.” (Mt 13,44)

 

La parabola del tesoro nel campo è quella che più mi affascina.

Gesù predica e racconta, predica nuovi insegnamenti e racconta nuove parabole, è sempre e comunque nuovo e sempre arriva al cuore della persona.

Nell’insegnamento, il linguaggio punta soprattutto all’intelligenza e si conosce.

Nella parabola, il linguaggio punta soprattutto all’immaginazione e si sperimenta.

Con la parabola si richiamano realtà facilmente immaginabili nelle quali ci si immedesima immediatamente.

Ecco la parabola del tesoro nel campo: “Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.” (Mt 13,44).

Un uomo, come posso essere io e come puoi essere tu: uno di noi.

Questi trova un tesoro, è Gesù, il Regno dei Cieli; ora non importa come l’uomo abbia trovato il tesoro, se qualcuno lo ha condotto o l’ha mandato, se lo ha ricercato volontariamente dopo la scoperta di qualche testimonianza. Il punto è che lo ha trovato! E lo ha trovato nel campo. Gesù non è mai staccato dal suo campo “corpo-mistico” che è la comunità. Per quanto l’incontro con Gesù sia personale, Gesù è nella comunità, anche modesta come la nostra “Corte Gesia”, “nascosto” in essa.

Al ritrovamento del tesoro nel campo ecco le 4 gesta dell’uomo, i 4 cambi che avvengono in lui:

  1. Lo nasconde. Il tesoro-Gesù ce l’ha nel cuore e nella mente, l’ha trovato. È il cambio interiore.
  2. Va, pieno di gioia. La gioia del tesoro si vede, gli atteggiamenti cambiano, la prospettiva di vita cambia. È il cambio esteriore.
  3. Vende tutti i suoi averi. Quanto prima possedeva, cambia di valore e tutto viene orientato nella prospettiva del tesoro. È il cambio delle abitudini.
  4. Compra quel campo. Non si compra il tesoro, forse non è nemmeno comprabile o vendibile, come qualcuno ha anche pensato. Si investe sul campo-comunità. È il cambio di vita.

Incontrare Gesù è talmente bello e sconvolgente che niente rimane come prima ma tutto entra in un processo, uno sviluppo, una continua conversione. Si cambia interiormente, esteriormente, cambiano le abitudini, fino a che cambia tutta la vita e ci si trova a vivere tra amici. Le difficoltà si superano perché nel campo c’è il tesoro.

Viviamo un tempo storicamente da fantascienza (pandemia da coronavirus) ed abbiamo l’opportunità di riflettere sul nostro tesoro-campo. Qual è il mio tesoro? Il mio campo?

Se Gesù è il mio tesoro, che cambiamento ha portato in me, a quale di questi 4 cambi posso essere giunto? Vale la pena arrivare fino in fondo, al cambio di vita.

Se Gesù non è il mio tesoro, può comunque esserlo, qualcuno che mi ci conduca o che me lo testimoni sicuramente c’è. Sono disponibile?

La parabola del tesoro nel campo è la mia preferita perché è quella che più immediatamente e semplicemente mi dice che nella realtà della vita “uomo-tesoro-campo” è una unità: io col mio tesoro-Gesù nel mio campo-comunità.

 

(nella Koinonia Giovanni Battista Corte Gesia sei il benvenuto)

 

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