Il progetto “Corte familiare”

Il progetto “Corte familiare”

Progetto di accoglienza mamma-bambino e donna disagiata

Cenno storico

La Koinonia Giovanni Battista Corte Gesia, parte della Federazione delle Koinonie Giovanni Battista, nasce nel 2001 dalla volontà di cinque amici di costituire una comunità di vita di famiglie le quali condividono il loro essere e il loro avere per meglio vivere il Vangelo e per poterlo meglio annunciare. L’insediamento avviene nel 2005 e attualmente tre famiglie condividono la propria vita in una missione di evangelizzazione secondo l’identità cristiana cattolica della Koinonia Giovanni Battista. La Corte Gesia è ubicata nel comune di Cavarzere (VE) a nord del Villaggio Busonera.

Introduzione (sinergia)

Il progetto “Corte familiare” è lo sviluppo strutturato della sinergia maturata tra i Servizi Sociali del Comune di Cavarzere e l’Associazione di Promozione Sociale “Koinonia Giovanni Battista Corte Gesia”. Una collaborazione sorta nel 2016 attraverso l’accoglienza presso la Corte Gesia di una mamma con il suo bambino. Madre e figlio hanno avuto la possibilità di inserirsi in un contesto di vita familiare.

Bisogno (richiesta)

Uno dei disagi che oggi, purtroppo, sono presenti nel nostro paese è quello femminile: ragazze madri, mamme con bambini, donne sole che a causa di situazioni personali, familiari, sociali, economiche si trovano in uno stato tale da aver bisogno di essere accolte ed aiutate sia perché non hanno un posto dove abitare, sia per “restaurare” le loro relazioni con se stesse, con gli altri, nonché di trovare un aiuto per un nuovo inserimento sociale o lavorativo.

Progetto (risposta)

Il progetto “Corte familiare” è una possibile risposta al disagio menzionato. Una risposta di accoglienza in un contesto di vita familiare dove l’amicizia cristiana motiva la condivisione nel bene comune in modo tale che ognuno può dare e ricevere. Un’accoglienza con l’intento di trovare un sano equilibrio, per quanto sia possibile, nella relazione con se stessi, con gli altri, con le attività e con le cose. Le persone accolte si trovano a vivere inserite in un dinamismo comunitario: famiglie che, vivendo insieme, possono aiutare altri accogliendoli.
L’accoglienza offerta è quella di una comunità di tipo familiare mamma-bambino e donne disagiate in base a quanto previsto dall’allegato B alla Dgr n. 84 del 16 gennaio 2007.
L’accoglienza riservata alle persone ospitate riguarda essenzialmente quattro ambiti:
  • L’accompagnamento e il sostegno umano (relazione con se stessi);
  • Il coinvolgimento partecipativo nel tessuto familiare-comunitario (relazione con gli altri);
  • L’inserimento in un’attività di servizio (relazione con il lavoro);
  • L’assegnazione di una camera e la condivisione di spazi comunitari (relazione con le cose).
La persona accolta è inserita nella comunità; è una persona nella comunità; persone in relazione e in comunione per crescere insieme dove ognuno può contribuire col proprio talento. È il punto di partenza per scoprire il valore del bene comune al servizio del bene della persona e quindi trovare il proprio bene.

Collaborazione (formazione)

Affinché il progetto “Corte familiare” possa essere una soddisfacente e buona risposta al disagio femminile presentato, ovvero affinché le persone accolte abbiano la possibilità di una nuova occasione nella vita, la Koinonia Giovanni Battista Corte Gesia, è disponibile, auspica e ricerca la collaborazione, oltre che con i Servizi Sociali e l’ULSS 3 Serenissima di Chioggia, con altre associazioni territoriali, con parrocchie o diocesi, con istituti psico-pedagogici, con altre associazioni-cooperative-comunità educative o di tipo familiare, con aziende o con ogni altro ente o persona disponibili. Una collaborazione tale da fare rete territoriale per rendere più fruttuosa la risposta al bisogno dettato dal disagio femminile in questione.

2 thoughts on “Il progetto “Corte familiare”

  1. Salve,
    Sono una pedagoga,
    Ho letto ora della vostra realtà di accoglienza, io lavoro per una comunità mamma-bambino di Venezia, vi servite anche di figure educative?
    Cordiali saluti
    Silvia Bullo

    1. Buongiorno Silvia,
      Ad oggi come figure educative ci siamo mia moglie ed io.
      Se vuole saperne di più mi può contattare, molto volentieri.
      I miei dati glieli ho inviati via email.
      Cordialità.
      Ettore Daniele Cassetta

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