Di questo voi siete testimoni

Di questo voi siete testimoni” (Lc 24,48).

Apostoli e discepoli sono in casa per paura delle conseguenze che ci possono essere dopo la morte-esecuzione-crocifissione di Gesù. Non si tratta del coronavirus, ma ugualmente sono in un domicilio forzato a causa delle circostanze. In questo un po’ ci assomigliamo.

Gesù risorto non li chiama fuori, ma entra da loro, sta con loro, toglie loro i dubbi, mostra loro i segni della passione, mangia con loro, racconta loro che le scritture con la sua morte e risurrezione si sono realizzate e che di tutto questo loro sono testimoni, nonostante la loro paura.

L’episodio si conclude con Gesù che li esorta a rimane in città, in casa, finché non saranno rivestiti di potenza dall’alto cioè finché non riceveranno lo Spirito Santo (cf Lc 24,36-49).

Volendo ricercare l’assomiglianza con la nostra situazione contingente di dover rimanere chiusi in casa per l’emergenza sanitaria, comprendo che Gesù sta facendo lo stesso con noi: entra nelle nostre case, sta con noi, ci racconta le scritture, ci ricorda le promesse della bibbia e ci conferma nell’essere suoi testimoni per averlo incontrato quale Cristo risorto!

È un’opportunità di questo tempo: riscoprire la nostra casa come chiesa domestica: attraverso le iniziative social della Koinonia Giovanni Battista, Gesù entra e sta con noi e… ci conferma testimoni. Certo non si può prescindere dal ritrovarci come popolo e preghiamo e speriamo che i nostri incontri riprendano quanto prima, magari con le attenzioni necessarie, ma in questo tempo impariamo ad accogliere la distanza che ci avvicina e ci ricorda che della resurrezione di Gesù noi siamo testimoni.

Lo Spirito Santo ci darà la potenza dall’alto.

 

(nella Koinonia Giovanni Battista Corte Gesia sei il benvenuto)

 

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