Insieme preghiamo

Sala parrocchiale di Boscochiaro di Cavarzere, estate 2021

L’uomo, naturalmente prega; la preghiera è un aspetto della vita umana che si scopre precaria, bisognosa e quindi chiede. Preghiera è sinonimo di orazione, che letteralmente significa “ragione della bocca” e significa dire o chiedere qualcosa.

La preghiera è naturale nell’uomo, in questa capacità naturale, Dio si rivela ed entra in dialogo.

La preghiera diventa quindi dialogo con Dio, un dialogo nel quale l’uomo chiede a Dio.

Gesù stesso ci esorta a pregare, a chiedere: “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto” (Mt 7,7-8).

Dialogo con Dio Padre, mediato da Gesù, nella potenza dello Spirito Santo, la preghiera non è solo per se stessi ma anche a favore degli altri; la preghiera per gli altri è la preghiera di intercessione.

Gesù ci ha insegnato a pregare col Padre Nostro, la preghiera perfetta, con le sue 7 domande, richieste, suppliche, petizioni rivolte al Padre Celeste.

La nostra proposta è di ritrovarci e pregare insieme, gli uni per gli altri: INSIEME PREGHIAMO.

Lo faremo presso la sala parrocchiale di Boscochiaro (*) di Cavarzere, nel periodo estivo, in incontri

quindicinali, il mercoledì dalle 21.00 alle 22.00 (accoglienza dalle 20.30): 9 e 23 giugno; 7 e 21 luglio; 4 e 18 agosto; 1 e 15 settembre 2021.

INSIEME PREGHIAMO vuole essere una esperienza di amore che trasforma; vieni e partecipa anche tu!

 

INSIEME PREGHIAMO

  • Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto” (Mt 7,7-8)
  • Gesù è l’amico che risponde. Ritroviamoci insieme per lodarlo, per attingere forza dalla sua Parola, per presentargli tutte le nostre necessità: salute, famiglia, amici, relazioni, lavoro, economia…
  • Lo faremo in modo semplice ed amichevole: insieme loderemo, condivideremo la Parola di Dio e, soprattutto, chiederemo
  • lo faremo presso la sala parrocchiale di Boscochiaro di Cavarzere
  • Alle 20.30 ci ritroveremo, ci accoglieremo, ci conosceremo meglio; dalle 21.00 alle 22.00 INSIEME PREGHIAMO

Calendario: incontri quindicinali di mercoledì dal 9 giugno al 15 settembre

  • 9 e 23 Giugno
  • 7 e 21 Luglio
  • 4 e 18 Agosto
  • 1 e 15 Settembre

Per maggiori informazioni, scriveteci, lasciateci un commento; se volete essere ricontattati, inserite il vostro riferimento.

Vi aspettiamo.

(*) Parrocchia di San Francesco d’Assisi, Via Chiara Rovelli, 14. Boscochiaro di Cavarzere (VE).

L’alleanza di Pace

Dopo due mesi di lock-down, la Koinonia è Koinonia più di prima

Il 23 febbraio scorso è stata l’ultima giornata di Koinonia vissuta insieme; la sera dello stesso giorno, la provincia di Venezia (con Padova e Treviso) è stata decretata “zona rossa” rispetto l’epidemia (dichiarata poi pandemia) da coronavirus. Di lì a poco è iniziato il tempo di lock-down.

Sabato prossimo 23 maggio, dopo tre mesi, ci ritroveremo per una preghiera comunitaria nel rispetto di tutte le direttive del DPCM. In tre mesi ho “visto” (virtualmente), il mondo della Koinonia Giovanni Battista con una volontà determinata ad essere comunità nonostante tutto: dirette streaming, dirette podcast, video, audio, videoconferenze sono stati i mezzi che ci hanno permesso di “restare uniti insieme”. Nella nostra Koinonia locale della Corte Gesia, abbiamo investito nelle videoconferenze: CdP via WhatsApp e Skype e i video incontri Gesia-Skype (e Meet). Le testimonianze condivise sono molto edificanti e commoventi. Di questo ringrazio con tutto il cuore la mia bella Koinonia locale: siamo piccoli, siamo poveri ma, tutto sommato, siamo buoni e vogliamo stare insieme vivendo Gesù, il Cristo risorto in mezzo a noi. Come qualcuno ha testimoniato: questi tre mesi ci hanno fatto capire ancor più che cosa sia la Koinonia per noi. È vero, la conoscenza di un cuore onesto matura sia quando il bene lo possiede, sia quando ne è allontanato.

Di incontri Gesia-Skype ne abbiamo fatti 18, pregando e condividendo insieme. L’ultima parola proclamata è stata tratta dal libro di Ezechiele:

Farò con loro un’alleanza di pace; sarà un’alleanza eterna con loro. Li stabilirò e li moltiplicherò e porrò il mio santuario in mezzo a loro per sempre.  In mezzo a loro sarà la mia dimora: io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Le nazioni sapranno che io sono il Signore che santifico Israele, quando il mio santuario sarà in mezzo a loro per sempre.” (Ez 37,26-28)

Crediamo che la Parola di Dio, oltre al valore storico, profetico, soteriologico, teologico ne ha anche uno esperienziale: la Parola è per me, è per noi, oggi. La Parola è quindi la promessa di Dio. In questo contesto facciamo nostra la promessa dell’Alleanza di pace, della Shalom (*) che il Signore Gesù fa con noi anche oggi e per il prossimo futuro.

Mai smetteremo di essere una Koinonia Giovanni Battista.

Grazie a tutti per il bene fattoci in questo tempo. Ora ritroviamoci.

     

(*) La parola “shalom” è il traslitterato dall’ebraico “םולש” che comunemente è tradotta con la parola “pace”. In realtà “shalom” ha un significato molto più profondo di quello contenuto in “pace” che letteralmente significa “fissare un patto”. “Pace” esprime qualcosa di stabilito, di fissato per il bene o per lo meno per il rispetto reciproco. “Shalom” invece richiama la relazione tra Dio e l’uomo, una relazione fatta di parola e risposta. Dio che ama l’uomo e vuole dargli il meglio e l’uomo che risponde accogliendolo. “Shalom” esprime quindi un dinamismo, un dialogo che l’uomo ha con Dio verso la sua felicità, sicurezza, realizzazione, pienezza, perfezione, comunione in se stesso e con gli altri. Conseguentemente “shalom” esprime la prosperità che Dio vuole per il suo popolo.

Gesia-Skype

“…perché vi meravigliate di questo…?” (cfr At 3,12)

Pietro, nel nome di Gesù il Nazareno, guarisce uno storpio fin dalla nascita. La gente rimane stupita (lo sarei stato anch’io) e l’apostolo nel suo discorso di risposta afferma: “…perché vi meravigliate di questo…?”, insomma è Gesù che opera; Cristo è risorto ed opera prodigi in mezzo a noi, perché vi meravigliate? Questo dovrebbe essere la normalità.

Gesù non estirpa il male dal mondo, non toglie la zizzania dal campo (p.e. il coronavirus); questo è il problema dei problemi che da sempre coglie l’uomo: se Dio… perché il male?

Vi lascio scartabellare nella straordinariamente millenaria ricchissima bibliografia per trovare una risposta soddisfacente.

Una cosa è certa: il male c’è e con esso tutto il dolore che ne consegue; il male c’è ma nel male Gesù ancora oggi compie prodigi perché continua a rivelarsi nel cuore dell’uomo ed aprirgli la mente e il cuore all’orizzonte senza fine dell’Amore di Dio e del suo Regno Eterno.

In queste poche e povere righe desidero semplicemente condividere un fatto che mi edifica molto: in questo tempo di domicilio forzato, di sospensione di tutti i nostri incontri comunitari, ho VISTO la nostra Koinonia Giovanni Battista a voler continuare a stare unita per pregare e per condividere INSIEME attraverso i social network (vedi l’articolo precedente).

Nel nostro piccolo, come Corte Gesia, quasi tutte le nostre Case di Preghiera (CdP) si sono organizzate in videoconferenza attraverso Skype o WhatsApp con 4 o più connessioni simultanee; lo stesso dicasi per i nostri incontri assembleari in videoconferenza Skype con mediamente 20-25 connessioni simultanee.

Abbiamo un piccolo popolo che vuole stare unito, pregare e condividere.

Questo mi dà grande speranza e gioia. Il male c’è ma Gesù risorto è all’opera e continua a manifestarsi nel cuore dell’uomo.

Le CdP-Skype, CdP-WhatsApp e Gesia-Skype ne sono una testimonianza.

Quale gioia… quando ci ritroveremo di nuovo presso la nostra Corte Gesia.

 

Voce di uno che grida

Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!” (Mt 3,3)

L’esperienza edificante che in questo tempo di emergenza sanitaria stiamo vivendo è la manifestazione della volontà di continuare ad essere comunità.

Una quaresima caratterizzata dal coronavirus che ci rinchiude in casa e ci offre la possibilità di interpellarci sui valori che orientano la nostra vita.

Una quaresima in un deserto personale-familiare e un’astinenza di relazioni d’incontro fisico. La reazione del mondo della Koinonia Giovanni Battista è stata quella di voler continuare ad essere e fare comunità.

Allora ecco le iniziative da ogni dove attraverso dirette streaming, podcast, videoconferenze per continuare a rimanere “virtualmente” insieme:

  • Camparmò, la nostra Oasi Madre, capitanata dal nostro p. Alvaro, si è “avvicinata” a tutti col podcast “Radio Camparmò”;
  • Gli incontri di Casa di preghiera si svolgono o tramite diretta streaming o tramite videoconferenza;
  • Da molte Oasi del mondo si celebra in streaming;
  • Tante altre realtà in streaming propongono la preghiera comunitaria;
  • Il nostro generale, p. Giuseppe, sostenuto dai fratelli della sede federale, da Tiberiade celebra in streaming in varie lingue per raggiungere tutto il mondo della Koinonia;
  • Anche noi in Gesia, nel nostro piccolo, proponiamo gli incontri in videoconferenza su “Gesia-Skype”.

Insomma la Koinonia Giovanni Battista in questo tempo è…

Voce di tanti che gridano nel deserto sanitario: Venite sulla via del Signore, uniamo i nostri sentieri!

 

Grazie Koinonia Giovanni Battista per tutte le iniziative social network.

 

 

Escursione alle origini (diario)

Nell’anno del 40° anniversario della fondazione della Koinonia Giovanni Battista, in una quarantina di quasi tutti giovani, siamo saliti alla Chiesetta di Santa Maria sul Pasubio.

È il luogo in cui p. Ricardo, nei due mesi di deserto, tra luglio e agosto dell’anno 1975, ha avuto l’ispirazione di fondare una nuova comunità, che sarebbe sorta a Camparmò (Valli del Pasubio) e che nel 1° gennaio 1979 ufficialmente sarebbe nata come Koinonia Giovanni Battista.

La salita per il sentiero delle 52 Gallerie (Prima Guerra Mondiale) è stata una metafora della vita: la fatica fisica, la meta ardua ed ambita, l’aiuto ricevuto e l’aiuto dato, chi arriva prima e chi un po’ dopo, la soddisfazione all’arrivo, quell’acqua e quel panino più buoni del solito, i volti stanchi ma sorridenti, il cuore aperto e disponibile ad ascoltare la voce di Dio. Quella voce che 44 anni prima ha indicato a Ricardo la fondazione della Koinonia Giovanni Battista nella vallata del Pasubio in direzione Camparmò.

Se la salita è stata come una metafora che mette in discussione il proprio stile di vita, la disponibilità ad ascoltare la voce di Dio diventa invece l’elemento essenziale-esistenziale per accogliere una nuova profezia, una nuova mozione dello Spirito Santo, una nuova chiamata di Gesù che benedice e che rende strumento di benedizione.

La Chiesetta di Santa Maria sul Pasubio, scarna, semplice, essenziale in perfetto stile montanaro, ha attigue due stanzette-sacrestia-ripostiglio, luogo del deserto di p. Ricardo. Per chi sa la storia e ne è divenuto parte, è stato come entrare in un luogo sacro, nel quale inevitabilmente ha rivissuto la risposta data alla chiamata di Gesù a seguirlo nella Koinonia Giovanni Battista. Per chi invece la storia non la sa, si è posto la questione “ascoltare la voce di Dio, come è possibile?”. È l’occasione per mettere a tacere le distrazioni e rimettersi o mettersi all’ascolto di Gesù che ancora parla al cuore dell’uomo, al cuore dei giovani.

P. Sandro, il primo fratello che ha seguito p. Ricardo, ha condiviso questa esperienza, questa storia suscitando zelo e speranza. Con lui si è celebrata la messa, poi una spiritualizzazione per metterci all’ascolto e poi siamo ripartiti.

Qualcuno ha attraversato il valico attraverso Cima Palon, per poi scendere insieme attraverso la Strada degli Scarrubbi.

Una ventina circa di kilometri percorsi su un dislivello di circa 800 metri. Una esperienza per cui ne è valsa la pena partecipare.

Siamo tornati a casa stanchi ma benedetti, affaticati ma più amici, stracchi ma edificati e maggiormente motivati a perseverare nel cammino-missione della Koinonia Giovanni Battista.

 

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli,
chi non giura con inganno.
Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

(Sal 24,3-6)

 

Escursione alle origini?

Sì, organizziamone altre!

Escursione alle Origini

Da “Passo Xomo” alla “Chiesetta di Santa Maria sul Pasubio”

5-7 luglio 2019

Koinonia Giovanni Battista

Giovani – Italia

 

Nel 40° anniversario di fondazione della Koinonia Giovanni Battista

Verso il Congresso internazionale

Un’escursione alle origini della Koinonia Giovanni Battista

Nel luogo dove p. Ricardo Argañaraz ha vissuto il suo deserto prima della fondazione della Koinonia Giovanni Battista

 

Arrivo a Camparmò il venerdì il 5 luglio verso le 18.00. Incontro con p. Sandro (il primo fratello che ha seguito Ricardo) il quale introdurrà e motiverà la “escursione alle origini”.

Sabato 6 luglio “Escursione alle origini” percorrendo il sentiero delle 52 gallerie da passo Xomo fino alla Chiesetta di Santa Maria sul Pasubio dove si vivrà un tempo di preghiera e condivisione.

Domenica 7 luglio rientro.

 

Informazioni ed iscrizioni:

  • Lalo (Camparmò) – 331 701 9012
  • Daniele (Corte Gesia) – 393 802 1969

Costo: offerta libera per l’accoglienza a Camparmò

 

Occorrente

  • Bibbia
  • Torcia
  • Borraccia-bottiglia
  • Crema solare
  • Cappello, scarpe e vestiario da escursione
  • Lenzuola o sacco a pelo, asciugamano, occorrente igiene intima

Salita:

  • 5 cime / 52 gallerie (si deciderà il 5 luglio)

Discesa:

  • 52 gallerie / Strada sterrata degli Scarubbi (si deciderà il 5 luglio)

 

Orari indicativi

 

Venerdì 5

18.00               Arrivi a Camparmò

18.30               Preghiera e motivazione escursione

20.00               Cena

22.00               A letto

 

Sabato 6

05.00               Sveglia e colazione

06.00               Partenza per passo Xomo

07.00               Salita 52 gallerie o 5 cime – Rifugio Papa – Chiesetta Santa Maria sul Pasubio

12.00               Arrivo, preghiera comunitaria, pranzo, condivisione

14.00               Discesa

18.00               Doccia

19.00               Preghiera comunitaria

20.00               Cena

22.00               A letto

 

Domenica 7

06.00               Sveglia

06.30               Preghiera comunitaria

07.30               Colazione

08.30               Messa

10.00               Rientro

 

CHARIS

Roma, Città del Vaticano, 6-8 giugno 2019, prima assemblea mondiale di CHARIS (servizio internazionale per il rinnovamento carismatico cattolico).

CHARIS è un servizio inserito nel Dicastero per i laici, la famiglia e la vita.

Servizio voluto da Papa Francesco al fine di promuovere la grazia del battesimo nello Spirito Santo ovunque nella Chiesa.

Il Papa vuole che si porti l’esperienza di Gesù morto, risorto e vivo in mezzo a noi nelle nostre diocesi, parrocchie, realtà, insomma in tutti gli ambiti.

È volontà del Papa Francesco che si porti l’esperienza carismatica nelle nostre parrocchie quindi anche a Cavarzere, Chioggia-Sottomarina, Rosolina… ovunque.

Riusciamo a pensare cosa significa questo?

La riforma che Papa Francesco sta portando nella Chiesa ha anche questa novità ispirata e mossa dallo Spirito Santo. È un’opportunità per la Chiesa, è un’opportunità per la Koinonia Giovanni Battista, è un’opportunità per questo nostro mondo.

Il Papa ha scelto il moderatore e i coordinatori responsabili i quali in questa prima assemblea generale (mondiale) hanno dato alla Koinonia Giovanni Battista ben 4 posti su 550.

La Koinonia Giovanni Battista è stata rappresentata da p. Giuseppe De Nardi (Israele), Severine Martel (Sede), Cristina Vanuzzo (Ateneo) e dal sottoscritto Daniele Cassetta (Corte Gesia).

In questi giorni abbiamo conosciuto molte belle persone, abbiamo stretto nuovi legami, iniziato nuovi rapporti, ci siamo sentiti accolti, voluti e inseriti in un nuovo servizio di evangelizzazione.

Giovedì e venerdì, 6 e 7 giugno 2019, assemblea generale coi 550 leader del mondo carismatico (cattolico, evangelico, messianico e ortodosso); sabato 8 giugno udienza con Papa Francesco con qualche migliaio di partecipanti.

Nel 40° anno della nostra Koinonia Giovanni Battista stiamo entrando in un tempo nuovo e siamo una comunità per questi tempi, non tiriamoci indietro ma con coraggio prendiamo ancor più saldamente la missione alla quale siamo stati chiamati: la nuova evangelizzazione.

Non dimentichiamo che lo Spirito Santo si è effuso per la missione (At 2) e per rafforzare i discepoli una volta avviatisi in essa (At 4).

Il 9 giugno 2019 ufficialmente gli statuti di CHARIS sono entrati in vigore, CHARIS ha iniziato così la sua missione, nella quale è presente anche la Koinonia Giovanni Battista.

Per saperne di più su CHARIS, sull’assemblea generale e sull’udienza col Papa…

La gioia dell’evangelizzazione

“La gioia dell’evangelizzazione”. La “gioia” è l’espressione della felicità per il bene che si vive; la “evangelizzazione” è l’annuncio del bene vissuto. “La gioia dell’evangelizzazione” è quindi l’esperienza continua del bene ricevuto-dato.

“La gioia dell’evangelizzazione” è il titolo del corso che si è svolto nel weekend del 24-26 maggio 2019; corso tratto dall’esortazione apostolica “Evangelii gaudium” (la gioia del Vangelo) di cui Papa Francesco ha fatto dono alla Chiesa nel 2013. Il corso è il frutto della proposta di Roberto e del gran bel lavoro di Manuel (dottorando in teologia); un evento che risponde alla necessità di recuperare la gioia di annunciare Gesù in un mondo che ha perso l’interesse per il Vangelo.

Gesù è risorto, è vivo, è in mezzo a noi e di questo ne siamo testimoni. Gesù è il Salvatore e della sua Salvezza possiamo fare esperienza, nonostante tutti i limiti dell’uomo, anzi la sua Salvezza ci è necessaria proprio perché siamo limitati, deboli e peccatori.

Che bello poter sognare di ripartire dalla gioia di evangelizzare, un’apertura profetica alla Parola di Dio e alla sapienza che viene da essa. È tempo di kerigma (grido, annuncio), è tempo di riscoprire il primo annuncio del Vangelo, ovvero l’amore di Dio. Il kerigma in azione prorompe con tre imperativi: Cerca! Trova! Porta a casa! Gesù mi ha cercato, mi ha trovato, mi ha portato a casa (nella mia comunità); conseguentemente il triplice imperativo deve diventare lo stile di vita della Chiesa.

La Chiesa così vive ciò per cui esiste: evangelizzare. Una Chiesa discepola-missionaria: discepola perché segue Gesù, missionaria perché lo annuncia. Una Chiesa così non può non riscaldare il cuore, condurre all’incontro con Gesù e risvegliare l’interesse per il Vangelo.

Se la Chiesa è discepola-missionaria, allora il cristiano è discepolo-missionario, è colui che visto e chiamato da Gesù, lascia ciò che non serve per seguirlo e annunciarlo (come i primi discepoli). La vita del cristiano, la vita della Chiesa cresce in una atmosfera, in una spiritualità che permette di vincere le tentazioni che mirano a derubare l’entusiasmo, la gioia, la speranza, la comunità, il Vangelo stesso.

Ripartire dalla gioia dell’evangelizzazione significa rivalutarne le 4 colonne: il kerigma, la missione, l’uomo, la gioia. Il kerigma è il contenuto (Gesù); la missione è il modo di fare, la strategia (il mezzo); l’uomo è il destinatario della Salvezza (il fine); la gioia è l’espressione del bene ricevuto-dato (la forma).

L’Evangelii Gaudium ci conferma, ci incoraggia e ci rilancia nella nuova evangelizzazione.

Vergine del dolce amore

Maria, la Vergine del dolce amore, ti guarda per condividerti il frutto del suo grembo toccato dalla divinità.

Domenica 26 maggio 2019, nella giornata di Koinonia, abbiamo finalmente esposto la riproduzione dell’icona “la Vergine del dolce amore”.

Un’icona derivata da una delle tre dipinte dall’evangelista Luca quando Maria era ancora in vita (secondo la tradizione). Luca dipinse la cosiddetta “Madonna Odigitria” (colei che istruisce, che indica la via).

Una versione di tale icona che esprime l’atteggiamento amorevole, guancia a guancia, tra Madre e Figlio è la “Madonna Eleousa” (che suscita pietà e misericordia). Nell’icona della “Vergine del dolce amore”, il volto di Maria è accarezzato da Gesù.

Caratteristica dell’icona è lo sguardo di Maria che incontra quello dell’osservatore rimandandolo a cogliere Gesù abbracciato dalla madre che viene da Lui accarezzata.

Il dolce amore, particolarità dell’icona, rimanda al kerigma, al primo annuncio di Salvezza: Dio ti ama!

L’indicare la via (Gesù) richiama alla caratteristica di Giovanni Battista, il precursore, coluii che ha indicato Gesù.

La Vergine del dolce amore è significativa della spiritualità che viviamo come Koinonia Giovanni Battista, la spiritualità del Cristo risorto, dell’amore che si è fatto annuncio (kerigma), dono (karisma), comunità (koinonia).

La Vergine del dolce amore per noi richiama la nostra spiritualità kekakò.

La Vergine del dolce amore è un invito a condividere la gioia di aver incontrato Gesù, un invito rivolto a te, amico lettore.

Visita Pastorale del vescovo Adriano in Gesia

Il 20 marzo 2019, il vescovo Adriano Tessarolo della nostra diocesi di Chioggia, nel 10° anniversario della risposta data ad accogliere il suo attuale ministero, ci ha fatto visita in Gesia accompagnato dal parroco don Francesco Andrigo. Ad attenderlo eravamo in circa 50 della nostra Koinonia locale e le nostre 6 ospiti attuali come comunità di tipo familiare mamma-bambino.

Alle 15.15 abbiamo accolto il vescovo Adriano con don Francesco presso il nostro centro di attività Hebron. L’accoglienza con un po’ di rinfresco si è svolta nella ludoteca nella quale il vescovo ha dato la mano ad ognuno e successivamente ci ha simpaticamente esternato che finalmente è giunto a trovarci dopo 10 anni di inviti da parte mia. Il clima è stato così amichevole fin da subito.

Fatti gli opportuni convenevoli ci siamo spostati nella nostra sala di incontro dove abbiamo pregato una decina di minuti. Successivamente ho presentato la nostra Koinonia della Gesia: Roberto, il primo di Cavarzere; Zelindo e Katy, i primi di Chioggia-Sottomarina, le famiglie che vivono presso la Corte Gesia; le Comunità familiari e le Case di preghiera; i nostri incontri di Koinonia, Agapito e Casa di Preghiera.

La parola poi al vescovo Adriano il quale ha esordito raccontando dell’esperienza di preghiera carismatica che ha avuto in Colombia, questo per dire che non è estraneo al nostro modo di pregare. Durante la preghiera, da poco terminata, gli sono venute in mente due parole, una dell’AT, quando Eldad e Medad cominciarono a profetizzare nell’accampamento e non nella tenda con Mosè e i 70 anziani, Giosuè a Mosè disse “impediscili” (cfr Nm 11,24-30) e una del NT, di quando Giovanni denunciò a Gesù di un uomo che cacciava i demoni nel suo nome: “glielo abbiamo impedito” (cfr Lc 9,49-50). La risposta di Mosè: “Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito” e quella di Gesù: “non lo impedite, perché chi non è contro di voi è per voi” sono significative per realtà come la nostra: dove soffia lo Spirito deve esserci comunione con tutta la Chiesa. Da qui l’esortazione a perseverare come Koinonia Giovanni Battista, la nostra parte per essere in comunione la stiamo facendo e siamo incoraggiati a continuare. Conosce la Koinonia e le vicissitudini che ci sono state, sia a Camparmò che nella Gesia, le quali rientrano nella vita di ogni comunità. È Gesù che nell’Eucarestia porta al culmine la nostra comunione; la Parola ha il suo peso ma il momento eucaristico è l’apice.

La parola poi è passata a don Francesco il quale, rivolgendosi al vescovo, lo ha informato della nostra disponibilità all’animazione della messa mensile al Villaggio Busonera e ad altre occasioni. Il parroco ha colto l’occasione per ringraziarci.

Ho poi preso di nuovo la parola rinnovando la nostra disponibilità a collaborare per l’evangelizzazione o in ciò che il vescovo ritenga opportuno.

Infine ho chiesto al vescovo Adriano se potevamo pregare per lui e per il suo ministero. Ha accolto molto bene e con gratitudine questa nostra disponibilità. Abbiamo così pregato per lui e per don Francesco invocando lo Spirito Santo.

Alle 16.15 la benedizione finale, la foto di gruppo e i grati saluti a tutti.

Magdalena ed io abbiamo accompagnato il vescovo e il parroco alla macchina, un abbraccio di commiato significativo dell’amichevole incontro avuto ha chiuso l’ora di visita pastorale.

La presenza dello Spirito Santo ha caratterizzato tutto il tempo vissuto insieme, suscitando una particolare atmosfera di gioia, di preghiera, di condivisione.

Grazie Signore Gesù.

Daniele.